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Slow fashion: guida a una moda etica responsabile

slow fashion

Come disse Vivienne Westwood: “Compra meno, scegli bene, fallo durare”. Dopo decenni di “moda spazzatura”, consci ormai degli effetti che le nostre scelte quotidiane hanno sul pianeta, al posto consumismo sfrenato si sta sostituendo un modo di fare acquisti più consapevole.

La battaglia più accesa si sta svolgendo negli ultimi anni tra slow fashion, per lo più di natura artigianale e sostenibile, contro fast fashion, tossico e inquinante. Molte aziende decidono di cambiare il loro modo di produrre orientarsi verso una moda “lenta”, etica e responsabile.

Tra gli obiettivi di MaremmaGatta c’è la tutela del pianeta e degli animali, per questo vogliamo parlarvi in questo articolo di moda slow fashion.

Slow fashion vs fast fashion

La moda slow fashion nasce come risposta all’industria dell’abbigliamento che inquina e spreca. Slow fashion significa creazione di prodotti di alta qualità, ideati per durare nel tempo e dedicati a un consumo consapevole. L’opposto del vivere e agire da "shopaholic". La svolta etica, portata avanti oggi da molti brand, incoraggia il rispetto per l'ambiente e l'uso di materiali sostenibili e naturali.

Alcuni principi dell’abbigliamento etico ed ecologico sono:

  • un minor numero di collezioni, create per durare nel tempo;
  • commercio equo e solidale;
  • riduzione dei rifiuti;
  • uso delle risorse in modo consapevole;
  • filiera produttiva trasparente.

Sebbene il fast fashion possa apparire conveniente per i consumatori, non fa che alimentare la produzione di capi di scarsa qualità, inquinanti e realizzati grazie alle condizioni pessime dei lavoratori.

Moda etica per un futuro sostenibile

Perché scegliere eco abbigliamento ed eco accessori è importante? Ecco alcuni motivi sul perché scegliere moda slow fashion è ormai una scelta fondamentale non rinviabile.

Ogni anno nel mondo si producono 100 miliardi di capi di abbigliamento che, se si tratta di fast fashion, raggiungeranno velocemente il cassonetto. Il mancato riciclo nel settore moda è una delle cause principali dell’inquinamento del nostro pianeta, secondo solo al petrolio.

Non solo, la moda non sostenibile ha un impatto anche sulle risorse idriche. Per produrre un paio di jeans, ad esempio, vengono utilizzati 8000 litri di acqua. I brand etici impiegano metodi di tintura che richiedono molta meno acqua, rispetto a quelli richiesti per i tessuti sintetici o per produrre cotone non certificato. Non vengono usate sostanze chimiche nocive, come i coloranti tossici, causa di irritazioni e di numerosi problemi di salute. I solventi e i coloranti impiegati nella produzione di abbigliamento non ecologico, sono responsabili di un quinto di tutto l'inquinamento idrico industriale del mondo.

Inoltre, molte fibre di oggi contengono microplastiche che finiscono negli oceani, nei fiumi e nelle falde acquifere. Qui contaminano gli ecosistemi acquatici e vengono ingerite dalla fauna marina. Per produrre fibra di poliestere c’è bisogno di molti barili di petrolio grezzo all'anno e se non riciclato, ma buttato, impiegherà più di 200 anni per decomporsi. E la realtà ci dice che il 95% dei tessuti usati potrebbe essere riciclato, ma l'85% finisce nella spazzatura.

I materiali della moda ecologica e del fast fashion

Slow fashion significa capi creati con cura, qualità e durata, tenendo conto dell'equilibrio ecologico, dell'integrità e della sostenibilità a lungo termine dell'abbigliamento. Uno dei modi per farlo è realizzare produzioni di abbigliamento ecologico impiegando fibre naturali come il cotone organico o materiali nati dal riciclaggio. Un esempio sono i tessuti e i filati in Rpet, oppure quelli creati con scarti vegetali come ananas e arance, derivati da fibre di ortica, ginestra, canapa, bamboo e molti altri materiali ecosostenibili.

Scegliere marchi etici che producono capi di abbigliamento eco-friendly, realizzati con fibre sostenibili e tinture naturali, è meno dannoso per la salute e l'ambiente. I materiali sostenibili sono fondamentali per trasformare l'industria della moda da uno dei settori più inquinanti a uno trasformativo e rigenerativo, che si prenda cura sia del pianeta, sia delle persone.
I marchi fast fashion utilizzano spesso pelle, pelliccia, piume, lana e altri materiali che provengono spesso da allevamenti intensivi crudeli, o da animali che non ci si aspetterebbe, come i cani e i gatti.

Se avete a cuore il pianeta e le sue creature, iniziate a scegliere i vostri acquisti in modo diverso. Un piccolo cambiamento nelle vostre abitudini può portarne a uno grande se uniamo le forze. Noi di MaremmaGatta ci siamo posti l’obiettivo di diventare ogni giorno più green.
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